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Equipment. Gear. Expensive stuff.

Ne abbiamo davvero bisogno?

Questa domanda è tutto quello che serve, di questo post. Nasce ovviamente dalla constatazione che moltissima gente è continuamente affascinata dal miraggio incarnato dai più recenti modelli di corpi macchina – obiettivi – accessori (e quant’altro); bene o male, ne siamo tutti presi, ma forse qualcuno ne è meno consapevole.
I professionisti, si sa, devono lavorare al meglio: per loro un corpo macchina tropicalizzato è decisamente utile, magari Full Frame, che renda bene ad alti ISO, o con una buona raffica; per loro un obiettivo luminoso fa molta differenza nell’oscurità di certe chiese, ad esempio; e se hai speso un occhio della testa per un teleobiettivo da 6 Kg, non vorrai risparmiare proprio sulla combinazione cavalletto + testa che lo sostiene al posto delle tue fidate mani.
Queste differenze sono valide, certo, anche per chi non ne fa una professione, ma in questo caso è più difficile giustificare il costo elevato di certi gingilli, ed il più delle volte alla base c’è solo un bisogno di appagamento, di esibizione (od ostentazione), o ancora il falso mito che l’attrezzatura migliore porti necessariamente foto migliori.
E’ un argomento spinoso e controverso, che scalda più di un animo, tuttavia, per quanto mi riguarda, vale sempre la massima “è il fotografo che fa la foto, non la sua macchina”: parafrasando la ormai celebre battuta che si tira fuori in questi casi, è il cuoco che fa i piatti, non le sue pentole. Se si vogliono fare foto migliori, bisogna migliorare noi stessi più che la nostra attrezzatura, curare in particolare la nostra educazione visiva ma non solo; perché salvo eccezioni solitamente piuttosto specialistiche, imparare a usare meglio quello che già si ha, e soprattutto, a vedere meglio quanto ci circonda (parlo di composizione), ci insegna molto di più, ci permette di fare davvero foto migliori, ci fa crescere veramente come fotografi: in mancanza di questo, un nuovo obiettivo o una nuova macchina ci permette solo di fare le stesse foto di prima o poco più. Magari più definite, più grandi, più “zummate”… ma non è quello che migliora il tuo modo di fare fotografia: può aprirti nuove possibilità, ma solo se sai come sfruttarle.
Per tornare a bomba: ne abbiamo davvero bisogno? O stiamo seguendo un mito? O vogliamo sentirci più importanti? Il bisogno dovrebbe essere quello del professionista, per gli altri si parla di bene voluttuario: ognuno è libero di spendere i propri soldi come vuole, la domanda iniziale vuole solo stimolare una riflessione in tutta onestà. Se poi non foste ancora convinti o voleste proprio valutare coi vostri occhi, vi consiglio di farvi quest’altra lettura edificante

E anche oggi ho parlato troppo…
(Foto di apertura di Anna Laura Negroni)

3 thoughts on “Equipment. Gear. Expensive stuff.”

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