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Virgole

Virgole: così importanti nella costruzione di un discorso, così sottovalutate in quest’epoca di social networks e messaggi brevi.

Se sto bene con te mi sento meglio.

Aspetta, cosa vuoi dire?

  • Se sto bene, con te mi sento meglio.
  • Se sto bene con te, mi sento meglio.

Una virgola può cambiare il discorso, e non di poco. Anche in fotografia: del resto, nell’etimologia del termine si rimanda all’atto di scrivere. Di fatto, c’è tutta una grammatica da padroneggiare, per fare fotografia ai livelli più alti: fatta di colori, composizione, alternanze, forme, linee, espressioni… c’è dell’altro, ci sarebbe molto da dire, ma non voglio divagare eccessivamente: volevo solo riferirmi alla virgola come elemento semplice, minuto, quasi insignificante, in grado di alterare profondamente il senso di una frase. Il punto ( ! ) è li, in quella piccola alterazione del flusso.
Ve ne parlo a proposito di una serie di fotografie che ho avuto modo di scattare recentemente, per le quali il concetto di virgola (inteso più come minuscola variazione che come segno di punteggiatura, in realtà) mi è ritornato più volte in mente. Per ottenere le espressioni più intense di Chiara sono state necessarie diverse “virgole”: la postura, la linea dello sguardo; la luce morbida, ma con il giusto contrasto, la giusta caduta; un capello da sistemare, e altre piccolezze. Soprattutto, credo siano state le virgole del nostro dialogare, del nostro conoscerci, quelle che le hanno permesso di funzionare, come soggetto. Perché le fotografie non si fanno, ma si ricevono: e si ricevono se siamo pronti, e in casi come questo, se parliamo col, e del, soggetto.

2 thoughts on “Virgole”

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